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riccardo orioles: come è cambiato il giornalismo

nella seconda parte dell’intervista, Riccardo Orioles ci racconta come è cambiato fare giornalismo oggi.

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riccardo orioles: cos’è l’antimafia

La prima delle tre parti in cui vi proponiamo l’intervista a Riccardo Orioles.

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coming soon: riccardo orioles per antimafia special

prossimamente l’intervista a Riccardo Orioles, il giornalista siciliano impegnato a contrastare la mafia e la corruzione, cronista del mensile ‘i siciliani’, punto di riferimento per le inchieste che riguardano i rapporti tra mafia e massoneria.

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Santo Laganà per antimafia special

Santo Laganà: “L’antimafia significa scegliere con chi ricercare i valori di giustizia, una scelta netta senza se e senza ma, con rigore e coerenza”.
Rispettare la legge è legalità – continua Santo Laganà -, ma tra la legalità di una legge che non rispetta il cittadino e la giustizia, ce ne passa. Noi siamo da parte della giustizia, di quella legalità non ce ne facciamo niente.

L’associazione Rita Atria si muove per portare alla luce alcuni avvenimenti “strani”, come la morte di Sandro Marcucci, tenente colonnello dell’aeronautica militare, vero ispiratore di questa associazione. Uno dei tanti morti post Ustica, uno dei tanti italiani che avrebbero potuto dire la verità ma muoiono in circostanze più che strane.
Il Muos di Niscemi, uno strumento di guerra, uno strumento contro l’ambiente, uno strumento di mafia.
Guerra: un sistema di antenne paraboliche, costruito dalla marina militare Americana, per controllare la rotta degli aerei militari non solo nel medio oriente e Mediterraneo, ma fino al centro dell’Africa e Oceano Indiano.
Ambiente: costruito all’intero del Sughereta di Miscemi, uno dei parchi naturali più belli d’Europa, che hanno quasi completamente distrutto.
Mafia: la ditta che sta costruendo queste parabole è una ditta che non ha avuto rilasciato il certificato antimafia dalla prefettura di Caltanissetta a causa di infiltrazioni mafiose. Gli americani dicono di non riconoscere la legge italiana, quindi di volere solo questa ditta: La Piazza srl.

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Intervista da Antonio Mazzeo

Antonio Mazzeo cos’è l’antimafia? Cosa dovrebbe essere l’antimafia?
È un’accozzaglia di cose: scorciatoie elettorali, per alcuni una professione, per altri una metodologia. Per fortuna ci sono ancora pezzi di società che credono sia una trasformazione sociale, non soltanto di opposizione a qualcosa, ma anche di riappropriazione di processi sociali dal basso, di ripensamento di sviluppo sul territorio. Mario chiede come si sono messe le radici della mafia, dove sono radicate. Cosa è cambiato nel tempo. Ascoltate le dichiarazioni di Antonio Mazzeo

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La morte di Attilio Manca: parlano i familiari

Attilio Manca è un urologo di Barcellona Pozzo di Gotto. Nel 2004 viene trovato morto nella sua casa a Viterbo e la causa, apparentemente, sono due dosi di eroina trovategli vicino. I familiari sostengono che Attilio non abbia mai fatto uso di eroina. E le trame si infittiscono quando si viene a sapere che Attilio, probabilmente, ha curato Provenzano, a Marsiglia. Un’operazione che solo pochi sapevano fare.
La madre, dopo alcuni giorni dalla morte, incomincia a parlare di mafia. Il tran tran delle visite alla famiglia scompare quasi del tutto. Sempre meno gente, sempre meno amici, anche i più stretti. Ma c’era del vero in tutto questo.

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corleone on tour. davide paternostro e il ricordo di placido rizzotto

vi voglio leggere di quella sera del 10 marzo del ’48

Davide Patrenostro ci accompagna per le strade della sua Corleone e ci legge di quella sera, dell’omicidio di Placido Rizzotto, il sindacalista ucciso dalla mafia il cui funerale, con gli onori di Stato, è stato celebrato 64 anni dopo la sua morte.

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antonella azoti per antimafia special

il 41 bis non è umano… perché, sono forse umani quelli che stanno la dentro, che hanno perpetrato 10, 20, 30 omicidi a testa? Sono forse degli uomini quelli?

Per Antonella Azoti antimafia è anche portare avanti la memoria, come lei ha fatto e continua a fare con la figura di suo padre, Nicola.
Ci racconta l’attività di suo padre come sindacalista e amico dei contadini, fino al suo omicidio rispetto al quale non è mai stata fatta giustizia.
‘Si sappia che noi dallo Stato non siamo nemmeno ancora stati riconosciuti vittime innocenti di mafia’.
Ci racconta anche che l’arciprete Antonino Leone si rifiutò di celebrare in chiesa il funerale per suo padre in quanto sindacalista e comunista. D’altra parte, continua, ‘il cardinale Ruffini, arcivescovo di Palermo, in carica per un quarto di secolo e oltre, diceva sempre che i mali della Sicilia erano tre: il gattopardo, Danilo Dolci e chi si era inventato l’esistenza della mafia’.

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vittorio teresi per antimafia special

Giovanni Falcone è l’ultima vittima della Prima Repubblica e Paolo Borsellino è la prima vittima della Seconda Repubblica

Vittorio Teresi ci racconta il movimento antimafia, di come nasce il pool antimafia di Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, della storia della mafia, di quando e come nascono le relazioni tra mafia e Istutuzioni. Ci parla anche, criticamente, delle tre proposte di legge sulla dissociazione, degli momenti caldi che stiamo vivendo in questi giorni e della ‘stanza della verità’ citata da Antonio Ingroia.

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armando sorrentino per antimafia special

Armando Sorrentino racconta a Antimafia Special del processo per l’omicidio La Torre, da chi e perché fu ammazzato, del fatto che la politica non ha mai voluto combattere la mafia, ma solo mantenere lo status quo. Ci racconta che un collaborante, ‘un pezzo da 90′, diceva che i mafiosi sarebbero stati solo una massa di sciacalli, criminali qualsiasi, se non avessero da sempre agito in accordo con lo stato, con la politica, con i carabinieri e con tutti gli enti governativi. Dice ancora: in Italia non esistono misteri, esistono segreti di Stato, cose indicibili.
Sorrentino crede che l’unica speranza di creare una coscienza antimafia sia la cultura, la formazione a partire dall’asilo.

la formazione delle coscienze è un prerequisito per una società democratica

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