Palermo: vucciria, casa e agende rosse

Dopo essere arrivato a Palermo e aver preso un caffè alla torrefazione della vucciria, insieme a un immancabile panino alla meuza, sono andato allo studentato dell’università di Palermo dove ho incontrato Michela Battaglia, una bravissima fotografa che poi vi farò conoscere attraverso una video intervista.

Dopo questo primo incontro mattutino, ho cominciato a cercare casa per questi giorni che sarò a Palermo. Mi sono ricordato che avevo un’amica di Napoli proprio qui, Carlotta. La chiamo e si attiva subito per farmi avere le chiavi di casa sua in giornata. Lei è in vacanza.

Nel frattempo non potevo andare in giro con tutti i bagagli e computer attaccati alla povera santuzza. Ho trovato disponibilità in casa di un architetto che mi ha fatto posare da lui le mie cose.

Devo sbrigarmi perché sono quasi le 3 del pomeriggio. Alle 3 parte il corteo delle Agende rosse che, con in testa Salvatore, salirà lungo le rampe di Monte Pellegrino fino al castello Utveggio, luogo dove c’era la sede del sisde, dove servizi deviati ascoltavano le intercettazioni delle persone pericolose come Borsellino e da dove si suppone sia stato premuto il pulsante che ha fatto esplodere la bomba. Sono arrivato in via d’Amelio e il corteo era appena partito, l’ho raggiunto di corsa.

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