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Santo Laganà per antimafia special

Santo Laganà: “L’antimafia significa scegliere con chi ricercare i valori di giustizia, una scelta netta senza se e senza ma, con rigore e coerenza”.
Rispettare la legge è legalità – continua Santo Laganà -, ma tra la legalità di una legge che non rispetta il cittadino e la giustizia, ce ne passa. Noi siamo da parte della giustizia, di quella legalità non ce ne facciamo niente.

L’associazione Rita Atria si muove per portare alla luce alcuni avvenimenti “strani”, come la morte di Sandro Marcucci, tenente colonnello dell’aeronautica militare, vero ispiratore di questa associazione. Uno dei tanti morti post Ustica, uno dei tanti italiani che avrebbero potuto dire la verità ma muoiono in circostanze più che strane.
Il Muos di Niscemi, uno strumento di guerra, uno strumento contro l’ambiente, uno strumento di mafia.
Guerra: un sistema di antenne paraboliche, costruito dalla marina militare Americana, per controllare la rotta degli aerei militari non solo nel medio oriente e Mediterraneo, ma fino al centro dell’Africa e Oceano Indiano.
Ambiente: costruito all’intero del Sughereta di Miscemi, uno dei parchi naturali più belli d’Europa, che hanno quasi completamente distrutto.
Mafia: la ditta che sta costruendo queste parabole è una ditta che non ha avuto rilasciato il certificato antimafia dalla prefettura di Caltanissetta a causa di infiltrazioni mafiose. Gli americani dicono di non riconoscere la legge italiana, quindi di volere solo questa ditta: La Piazza srl.

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Intervista da Antonio Mazzeo

Antonio Mazzeo cos’è l’antimafia? Cosa dovrebbe essere l’antimafia?
È un’accozzaglia di cose: scorciatoie elettorali, per alcuni una professione, per altri una metodologia. Per fortuna ci sono ancora pezzi di società che credono sia una trasformazione sociale, non soltanto di opposizione a qualcosa, ma anche di riappropriazione di processi sociali dal basso, di ripensamento di sviluppo sul territorio. Mario chiede come si sono messe le radici della mafia, dove sono radicate. Cosa è cambiato nel tempo. Ascoltate le dichiarazioni di Antonio Mazzeo

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placido rizzotto per antimafia special

gli americani hanno tentato di bloccare le avanzate delle sinistre perché per loro era una cosa importante, basilare [...] il problema è che loro, per fare questo, si sono serviti di un braccio armato, la mafia, a cui hanno dato l’impunità [...] questa mafia ha creato i danni che ha creato. Anche perché gli americani hanno firmato una cambiale in bianco a questi mafiosi, e questa cambiale non l’hanno pagata loro, l’abbiamo pagata noi, e continuiamo a pagarla noi. Quindi è una cambiale in bianco che ha scadenza giornaliera, però non paga chi l’ha firmata ma la paga un altro.

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Donatella Aloisi per antimafia special

Il padre di Donatella Aloisi, nel 1979, prestava scorta ad un furgone portavalori. In quel periodo subisce una rapina e vede in viso uno dei rapinatori. Con il suo aiuto i carabinieri riescono ad avere un identikit. Le forze dell’ordine riescono a trovare il rapinatore il quale, in un confronto volto a volto, promette di fargliela pagare. Il giudice presente al confronto consiglia di non tenere conto di quelle parole, perché dette in un momento di rabbia.
Da allora il padre di Donatella riceve continue minacce fino al giorno prima della sua testimonianza in tribunale, dove qualcuno fa esplodere un colpo di pistola per spaventarlo in modo che non si presentasse in tribunale. Ma la storia continua nel 1991. Fino a che i killer non diventano collaboratori di giustizia quindi “protetti dallo stato”.

maria teresa collica per antimafia special

l’antimafia è qualcosa che non dovrebbe avere un’etichetta, dovrebbe essere la normalità.

Maria Teresa Collica ci racconta il suo impegno antimafia e ci parla dei suoi progetti per Barcellona Pozzo di Gotto.

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la morte di attilio manca: parla il fratello

La morte di Attilio Manca, urologo, che aveva curato Bernardo Provenzano, è un’esecuzione di mafia. Viene trovato morto con di fianco due dosi di eroina, ma non ha mai fatto uso di droghe.
Dopo aver ascoltato i genitori, ecco la testimonianza del fratello.

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La morte di Attilio Manca: parlano i familiari

Attilio Manca è un urologo di Barcellona Pozzo di Gotto. Nel 2004 viene trovato morto nella sua casa a Viterbo e la causa, apparentemente, sono due dosi di eroina trovategli vicino. I familiari sostengono che Attilio non abbia mai fatto uso di eroina. E le trame si infittiscono quando si viene a sapere che Attilio, probabilmente, ha curato Provenzano, a Marsiglia. Un’operazione che solo pochi sapevano fare.
La madre, dopo alcuni giorni dalla morte, incomincia a parlare di mafia. Il tran tran delle visite alla famiglia scompare quasi del tutto. Sempre meno gente, sempre meno amici, anche i più stretti. Ma c’era del vero in tutto questo.

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calogero parisi di ‘lavoro ma non solo’ per antimafia special

Andiamo a vedere come sono organizzati i campi di lavoro attivati dalla cooperativa ‘lavoro ma non solo’, quali attività si svolgono e come vengono gestiti e messi a frutto i terreni confiscati alla mafia a Corleone. Antimafia Special va a incontrare Calogero Parisi, il presidente della cooperativa ‘lavoro ma non solo’.

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vittorio greco per antimafia special

Vittorio Greco, uno dei fondatori di Addiopizzo, ci racconta la storia del movimento che dal 2005 incoraggia i cittadini ad un consumo critico, verso un’economia legale, con iniziative come la campagna “Contro il pizzo cambia i consumi” e la creazione di una lista di consumo critico costituita da cento commercianti che non pagano il pizzo e lo dichiarano pubblicamente.

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paolo procaccianti per antimafia special

per essere antimafioso basta fare il proprio dovere nella propria vita professionale, nella vita di tutti i giorni, attenersi alle norme del vivere insieme, del vivere civile.

Paolo Procaccianti ci racconta del suo maestro, Paolo Giaccone, del suo lavoro di 40 anni con i giudici del Tribunale di Palermo, delle autopsie sui corpi di Peppino Impastato, di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, due ‘grandi amici’.
Sostiene Procaccianti che oggi i giudici non sono così soli come erano in passato, che oggi c’è molta più indignazione: ‘se si cerca di marginalizzare un magistrato oggi, la popolazione insorge’.
Questo per dire che, secondo lui, la Sicilia non è irredimibile.

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