Posted in luglio 2012

l’antimafia secondo Salvatore Borsellino

Dopo qualche giorno di lavorazione vi propongo l’intervista integrale fatta a Salvatore Borsellino all’indomani delle manifestazioni del 19 luglio a Palermo. Salvatore ci ha parlato in maniera molto critica dell’antimafia.

“L’antimafia purtroppo nel nostro paese è diventata qualcosa di cui non si riesce spesso a spiegare che cosa sia e se non sia mossa da spinte di protagonismo di chi è dentro questo movimento. A me sono successe delle esperienze veramente molto tristi di persone che si sono avvicinate al mio movimento che sembravano mosse da interessi sinceri e che poi mi sono reso conto cercavano sempre più la scena. [...] Per il mio movimento l’antimafia è la ricerca della verità e della giustizia.”

Salvatore soffre la frammentarietà del movimento, ‘ognuno ha il proprio campo e  non vuole che altri ci mettano il naso’ e invece è necessario lavorare insieme per ottenere dei risultati.

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Borsellino in via Falcone

Salvatore Borsellino mostra il ritratto del fratello Paolo in via Giovanni Falcone

Giovanni Falcone, Magistrato. Ucciso dalla mafia il 23 maggio 1992
I due magistrati ancora una volta vicini.

Ascoltiamo Francesco Forgione alla presentazione del suo volume ‘porto franco’

Che cos’è l’antimafia per Francesco Forgione?

L’ex presidente della Commissione parlamentare Antimafia ne parla con Mario Spada.
Un’intervista molto interessante per le dichiarazioni di Forgione quando parla di stato e ‘ndrangheta: la repubblica della ‘ndrangheta, una commissione tra potere criminale, politico, economico e finanziario, ma anche massonico. La ‘ndrangheta lasciata crescere negli anni perché sottovalutata. La commissione antimafia nel ’63 nasce come commissione di inchiesta sulla mafia siciliana; la prima relazione sulla ‘ndrangheta arriva nel 2008.
Tra gli ospiti ci sono anche Giovanni Impastato, Claudio La Camera, Maurizio De Lucia e Lirio Abbate.

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Antimafia Special incontra i ragazzi del centro per lo sviluppo creativo Danilo Dolci e del CESIE

A Palermo andiamo a sentire i ragazzi dell’Associazione che nasce dall’esperienza di lavoro sociale ed educativo di Danilo Dolci e dei suoi collaboratori. Ci parlano del loro fondatore, del concetto di bene comune, del metodo della maieutica reciproca, della loro collaborazione con le scuole del territorio.

Per saperne di più
http://danilodolci.org/    
http://cesie.org/

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il centro studi per lo sviluppo creativo Danilo Dolci e il CESIE – Centro Studi ed Iniziative Europeo

A Palermo andiamo a trovare i ragazzi del centro per lo sviluppo creativo Danilo Dolci e del CESIE – Centro Studi ed Iniziative Europeo. Continue reading

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Intervista a Rita Borsellino

Rita Borsellino racconta l’antimafia. Racconta lo stato e la sua resistenza a chi combatte la mafia. Il popolo che non viene ascoltato e aiutato, piuttosto viene ostacolato nel compiere il proprio dovere.

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Incontriamo Rita Borsellino

Rita Borsellino racconta ad Antimafia Special il suo progetto di viaggio in Sicilia. Un viaggio per diffondere la cultura della partecipazione e del bene comune.

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Rita Atria

La commemorazione di Rita Atria a Partanna, venti anni dopo la sua morte. Continue reading

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Diga di Jato

La diga di Jato, un’opera colossale non di cemento, ma fatta di terra e grandi pietre, che da la possibilità ai contadini di attingere acqua per tutto l’anno, di non patire più la siccità. Continue reading

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l’incontro con Amico Dolci. Antimafia Special mette in contatto due realtà sane del territorio

26 luglio 2012. Stamattina sveglia alle 6.50: subito ci affidiamo a un caffè doppio.

Ci avviamo molto presto. Luigi alla guida, Mario A. dietro, io preparo il video del ‘coming soon’ durante il viaggio. Abbiamo appuntamento a Cinisi con Amico Dolci, figlio di Danilo Dolci. Da lì partiamo per Partinico, io vado in macchina con Amico.

Andiamo alla diga di Jato, un’opera colossale non di cemento, ma fatta di terra e grandi pietre, che da la possibilità ai contadini di attingere acqua per tutto l’anno, di non patire più la siccità.

Amico mi dice con orgoglio che l’idea fu di un contadino che cercando di risolvere il problema diceva a Danilo che ci voleva un “bacile” per l’acqua. Questo era ciò che desiderava Danilo, che la soluzione ai problemi quotidiani arrivasse direttamente dalla gente. E soffriva per il fatto che le competenze dei contadini, maturate sull’esperienza di anni di lavoro, non fossero considerate importanti per la crescita della società. Trovarono il modo di non usare il cemento armato e fu una soluzione felicissima. Infatti, quando ci fu il terremoto del Belice, la diga non subì danni. Riuscirono a ottenere il controllo su tutti i lavori così da non macchiarsi con interessi mafiosi. Fu la prima di oltre 30 dighe di questo tipo in Sicilia. Nessun operaio si infortunò, cosa che invece non accade per la costruzione di altre dighe. Amico racconta che ogni giorno andava a vedere i lavori e i camion che scaricavano la terra in continuazione sembrava non scaricassero nulla, tanto fu un’impresa enorme. Continue reading

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